Avete pensato a un nome doppio, o addirittura triplo, per il vostro bambino? Vi chiedete quanti nomi siano ammessi dalla legge italiana, e se valga davvero la pena usarne più di uno?
La legge italiana è chiara su questo punto, ma ci sono alcune sfumature pratiche che è utile conoscere prima di prendere la decisione.
Il DPR 3 novembre 2000, n. 396 (Ordinamento dello stato civile) stabilisce all'articolo 34 che a un bambino possono essere attribuiti al massimo tre nomi. Non è possibile registrare all'anagrafe un bambino con quattro o più nomi.
Nella pratica, la grande maggioranza delle famiglie italiane sceglie un solo nome, o al massimo due. Il nome triplo è raro e solitamente legato a tradizioni familiari o religiose particolari.
Quando si scelgono due nomi, entrambi fanno parte del nome ufficiale del bambino e compaiono in tutti i documenti. Tuttavia, nella vita quotidiana, il bambino viene quasi sempre chiamato con il primo dei due nomi.
Questo crea una situazione che molte famiglie vivono in modo diverso:
È importante sapere che in tutti i documenti ufficiali, compreso il codice fiscale, il passaporto e la carta d'identità, comparirà l'intera sequenza dei nomi così come registrata all'anagrafe.
Esiste una distinzione importante tra nome doppio e nome composto che molti genitori confondono.
È costituito da due nomi separati, scritti staccati, che insieme formano il nome ufficiale del bambino. Esempi classici: Marco Antonio, Maria Elena, Giulia Anna. I due nomi sono indipendenti e ciascuno ha la propria storia e il proprio significato.
È un nome unico formato dalla fusione di due elementi, solitamente scritto attaccato o con un trattino. Esempi: Mariagrazia, Gianfranco, Annamaria. In questo caso si tratta di un unico nome, non di due nomi separati.
La distinzione non è sempre netta, e alcune forme composite esistono sia in versione unita che separata. In caso di dubbio, è consigliabile verificare con l'ufficio anagrafe del comune la forma corretta da adottare.
Scegliere due nomi può avere alcune motivazioni pratiche e affettive.
Prima di scegliere un nome doppio o triplo, vale la pena considerare anche i lati meno comodi.
Se state considerando un nome doppio, ecco alcuni criteri pratici per valutare se la combinazione funziona:
Rispetto al passato, il nome doppio è oggi meno diffuso in Italia. Le generazioni più giovani di genitori tendono a preferire nomi singoli, spesso brevi e di facile pronuncia. La tendenza al nome composto storico (Gianpietro, Mariagrazia) è in calo, mentre rimane una certa presenza del nome doppio nelle famiglie con tradizioni religiose più radicate o con legami forti alla storia familiare.
La scelta di dare uno o due nomi dipende in ultima analisi dai valori e dalle preferenze della famiglia. Non esiste una risposta universalmente migliore: conta che la scelta sia fatta con consapevolezza e che il nome, nella sua forma completa, sia bello da pronunciare e da portare.