Siete all'ottavo o nono mese e ancora non avete scelto il nome. Il tempo stringe, la pressione sale, e ogni volta che ci provate la conversazione finisce in un vicolo cieco.
Non siete soli: molte coppie arrivano all'ultimo mese senza un nome definitivo. La buona notizia è che si può fare, e spesso la scettà tardiva è quella più consapevole.
Non avere ancora scelto il nome a poche settimane dal parto non è necessariamente un segnale di disorganizzazione. Ci sono ragioni comprensibili e molto comuni.
Qualunque sia la ragione, ora è il momento di agire con metodo e senza farsi travolgere dall'ansia.
Quando il tempo stringe, l'approccio casuale non funziona. Serve un metodo preciso che vi permetta di restringere il campo e arrivare a una decisione in tempi ragionevoli.
Se avete una lista con dieci o più nomi, è impossibile decidere. Il primo passo è ridurla a cinque nomi al massimo, ciascuno scelto per una ragione precisa. Eliminate tutto quello che è un "forse", un "non dispiacerebbe" o un "lo teniamo per sicurezza". Tenete solo quelli a cui entrambi tenete davvero.
Per ognuno dei cinque nomi rimasti, rispondi a queste domande:
Eliminate i nomi che non superano almeno quattro domande su cinque. Quasi sempre rimarranno due o tre opzioni solide.
Prendete i due o tre nomi rimasti e assegnatene uno per ogni giorno della settimana. Il lunedì immaginate che il bambino si chiami con il primo nome. Il martedì con il secondo. Osservate come vi sentite durante la giornata con ciascun nome in testa. Quale vi sembra più naturale? Quale vi fa sorridere quando lo pensate?
Se a fine gravidanza non siete ancora d'accordo, è necessario affrontare la questione con chiarezza. Il disaccordo cronico sul nome spesso nasconde qualcosa di più profondo: aspettative diverse, pressioni familiari non dette, o semplicemente due stili di gusto molto distanti.
Ognuno ha diritto a un numero limitato di veti assoluti, per ragioni che non richiedono giustificazioni. Ma il veto non può essere usato in modo illimitato. Stabilite insieme quanti veti ciascuno può esercitare, e rispettateli.
Nell'ultimo mese, è il momento di smettere di cercare approvazione da parenti e amici. Le loro opinioni non fanno parte dell'equazione. La decisione finale spetta a voi due, e solo a voi.
In Italia la legge prevede che il nome del bambino venga dichiarato all'anagrafe entro tre giorni dalla nascita (con possibilità di proroga). Non siete obbligati a decidere prima del parto. Molte coppie trovano che vedere il bambino risolva il dubbio in modo immediato e definitivo.
Quando si è sotto pressione, è facile commettere errori che si rimpiangono. Ecco i principali da evitare.
Non tutto quello che si dice sulla scelta precoce del nome è necessariamente vero. Chi sceglie nell'ultimo mese spesso lo fa con più maturità, con una visione più chiara di cosa si vuole, e con una gravidanza già vissuta quasi per intero. Il nome scelto in questo periodo è spesso più ponderato, più sentito, meno frutto dell'entusiasmo iniziale.
Avete ancora il tempo di fare la scelta giusta. Usatelo bene.